DARIO ALBINI 

virgoletteAvevo 24 anni quando divenni presidente dell’Associazione Illustratori.
Esattamente gli stessi anni erano passati da quando Grazia aveva assunto la stessa carica.
Letteralmente una vita di differenza.

Ad aumentare la distanza, ci si mettevano anche l’epoca e la situazione.
Lei, una grande professionista, condottiera dei tempi gloriosi.
Io un inesperto sbarbato, a sopravvivere in tempi di crisi.
Più lontani proprio non potevamo essere.

Poi venne quel giorno, in cui tanto per cambiare, c’era un problema all’orizzonte che metteva a repentaglio l’esistere dell’Associazione.
La situazione era tale che noi odierni sentivamo la necessità di chiedere aiuto ai grandi del passato e alla loro sapienza senza tempo.
Così con Paolo Rui come accompagnatore, mi recai a Certosa di Pavia, a casa di Grazia.
All’ingresso, mi sentivo letteralmente come Semola, de “La Spada nella Roccia”, finito a casa di Merlino.

Lo stesso senso di magia, benevolezza e saggezza da parte sua, inadeguatezza da parte mia.
Fui accolto con un calore e un affetto che non pensavo di meritare.
Ci offrì un the e parlammo dell’Associazione, di coscienza professionale e valori, di diritti e doveri, della visione del futuro della professione.
Parlammo poi di altre cose che però ora ho scordato.

Quello che non ho dimenticato a 10 anni da quell’incontro, sono le sensazioni con le quali uscii da casa di Grazia: la prima era la fortuna di aver incontrato un grande essere umano, prima che una grande professionista.

La seconda, era che quei 24 anni di distanza erano spariti.

Dario Albini – Presidente AI anno 2008-2011