FERRUCCIO GIROMINI 

virgoletteMICINO FILM – Agosto 1956. Piovosissimo, almeno in alta Valdaosta.
Uno dei miei primi ricordi vividi di vita, corroborato dalle testimonianze divertite dei miei famigliari: ci sono io, poco più che duenne, che passo gli interminabili pomeriggi scuri a far girare e rigirare un lungo spaghetto tra l’anello di una chiave e i vari meccanismi del chiavistello della vecchia porta di casa.

Nella mia primitiva immaginazione, riproduco i percorsi di una sottile pellicola 8mm nei meandri misteriosamente tortuosi di un proiettore, a imitazione di quanto fa mio padre quando ci proietta i filmini di famiglia.

Chiamo questo mio gioco preferito “gattino film”. In realtà mi ispiro a una striscia verticale di disegni che appare settimanalmente sul Corriere dei Piccoli, che proprio a foggia di pellicola allinea uno sotto l’altro tre o quattro fotogrammi di una minima storiella umoristica con protagonista un piccolo gatto tigrato.
Il nome esatto della garbata serie, comprensibile anche allo sguardo di un bambino così piccolo, è “Micino Film”, e sua autrice è l’allora giovanissima Grazia Nidasio.

È il suo primo personaggio. Ed ecco, la prima storia disegnata della mia vita è proprio quella, il ricordo è rimasto indelebile.

Con Grazia Nidasio ci sono cresciuto negli anni, nei decenni – con il Dottor Oss, con Valentina Mela Verde, con la Stefi, con le illustrazioni di tanti bei libri di Donatella Ziliotto o Bianca Pitzorno, per esempio – e non avrei immaginato un giorno di conoscere e diventare amico proprio di quella Grazia, di quella Donatella, di quella Bianca.

Che bella vita la mia, quante soddisfazioni. E che bella vita quella di Grazia, quante soddisfazioni: per lei stessa e per mille e mille altri, i suoi lettori, i suoi amici, i lettori suoi amici, gli amici suoi lettori.

Se la leggevi, se la guardavi, se la vivevi, non potevi non esserle amico. Che bella vita, la sua.

Ferruccio Giromini – Giornalista esperto di fumetto e illustrazione, curatore di mostre, concorsi ed eventi