GIULIANO BARTOLI

virgolette Ciao Grazia.
Ho sempre identificato l’AI con la volontà di costruirla di Grazia Nidasio…

Ne è stata il motore e l’ideatrice, ci indicava gli obiettivi e le difficoltà, le modalità per superarle.
Non erano velleità ma possibili risultati. Le riunioni con l’avvocato e lei erano eccitanti.
Così che quando abbiamo stampato il contratto per i diritti d’autore e sono stato incaricato di spiegarlo e lasciarne piccoli pacchi a tutte le agenzie l’ho fatto con tale entusiasmo che nessuna porta mi è stata chiusa.
Insisteva perché creassimo contatti con professionisti paralleli e associazioni omologhe straniere, enti e istituzioni, comuni e regioni.

Lei non amava comparire (quante foto avete visto di Grazia?), ma c’era sempre.
Anche in questi ultimi anni le inviavo i testi che mi servivano per presentare AI a bandi di concorso per sedi, per sponsorizzazioni ecc. affinché me li sforbiciasse e integrasse.
Non diceva mai di no. Ai miei eventuali dubbi se era il caso di provare mi diceva: “Non è importante che si riesca ad ottenere questo risultato quanto che l’Associazione sia sempre presente come istituzione”.
Il ricordo più vivo che ho di lei è l’entusiasmo e la gioia delle persone quando la incontravano.
La prima volta in una agenzia di pubblicità, anni 80, quando fu chiamata per realizzare il “Piccolo mugnaio bianco”, protagonista della campagna pubblicitaria del Mulino Bianco.
Appena si sparse la voce che era arrivata tutte le stanze si svuotarono e si fece la ressa fuori dalla sala riunioni per vederla.
L’ultima quando in occasione della mostra del 2012 che stavamo organizzando alle Stelline a Milano “Le Metamorfosi del Viaggiatore” chiesi alla direzione della galleria se potevamo dedicare all’interno della mostra una sezione con le opere dei nostri ex presidenti.
Al nome Grazia Nidasio ci fu un entusiasmo e un lasciarsi andare a racconti di vita fatti con affianco la mitica Valentina Mela Verde e la Stefi: “Bellissimo, all’inaugurazione della mostra ci devi presentare.”

Ultimo aneddoto.
Alla fine della mostra avevo ritirato io le sue illustrazioni e lei non passava mai a ritirarle.
La chiamai in prossimità delle vacanze estive dicendole che lo studio a giorni chiudeva ed ero molto preoccupato di avere le sue tavole.
E’ venuta assieme alla figlia pochi giorni dopo e mi ha detto con la sua solita ironia: “Hai mai sentito che abbiano rubato delle illustrazioni? MAGARI!  L’Associazione deve lavorare ancora molto”.

Giuliano Bartoli – Componente di vari consigli direttivi AI