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Contributo a fondo perduto per partite Iva

Fino al 28 maggio è possibile richiedere il nuovo contributo a fondo perduto previsto dal DL Sostegni destinato ai lavoratori autonomi titolari di Partita Iva e titolari d’impresa maggiormente colpiti dalla crisi.

Il contributo

Il contributo prende come riferimento l’anno 2019 ed è commisurato alla diminuzione del fatturato medio mensile verificatasi durante l’intero anno 2020 rispetto all’anno 2019. L’ammontare differenzia in base alla media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’analogo importo dell’anno 2019: è previsto 60%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 100.000 euro.

La richiesta

Le richieste vanno presentate all’Agenzia delle Entrate, anche avvalendosi di un intermediario, seguendo le istruzioni della seguente guida pubblicato sul loro sito. Si manda la richiesta attraverso i canali telematici dell’Agenzia o dalla piattaforma web di Sogei, disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet.

Il contributo verrà accreditato direttamente sul conto corrente indicato nella richiesta o, a scelta, potrà essere utilizzato come credito d’imposta in compensazione.

L’Agenzia effettuerà delle verifiche e rilascerà delle ricevute ai richiedenti. In caso di esito positivo, verrà comunicato l’avvenuto mandato di pagamento del contributo (o il riconoscimento del credito d’imposta) nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” – sezione “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”, accessibile a chi ha fatto la richiesta o al suo intermediario.

Per chi ha attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza di calo di fatturato/corrispettivi.

Per calcolare l’ammontare del contributo si applica una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile di fatturato/corrispettivi nel 2020 e l’ammontare medio mensile di fatturato/corrispettivi nel 2019.

La percentuale sarà 60% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 100mila euro, e si ridurrà a scaglioni per soglie via via più alte.

È comunque garantito un contributo minimo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi. L’importo massimo riconosciuto ammonta a 150.000 euro.

Questo nuovo contributo a fondo perduto, come i precedenti bonus, è escluso da tassazione sia per quanto riguarda le imposte sui redditi che per l’Irap e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, interessi passivi compresi.