Archivi categoria: Professione

Qui trovate tutti gli articoli che postiamo sul sito e che affrontano  problematiche legali e fiscali, diritti e doveri della professione,  domande che è lecito porsi.

Una guida intesa a mettere ordine nella confusione normativa legata alla professione e a risolvere problemi di ordinaria gestione, per muoversi con disinvoltura nel mondo del lavoro.

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Inchiostro Festival 22 – Origine

Siamo lieti di annunciare il ritorno di Inchiostro Festival, una manifestazione che ospita in un chiostro del XII secolo ad Alessandria illustratori, calligrafi e stampatori d’arte, dando vita ad un vero e proprio laboratorio dell’eccellenza artigianale. Il suo format è il bianco e il nero in tutte le sue sfumature.

I workshop che si svolgono all’interno di Inchiostro Festival sono gratuiti e a numero chiuso, prenotabili a fronte dell’acquisto dell’ingresso in prevendita acquistabile sul sito www.inchiostrofestival.com.

Da molti anni il Concorso per Giovani Illustratori, promosso dal Festival e aperto a tutti gli aspiranti artisti di età compresa fra 16 e 25 anni, trova spazio all’interno della sezione Concorsi di Annual, che cerca di mettere in luce realtà e opportunità interessanti nel panorama italiano.

Il tema di quest’anno è Origine.
L’origine della vita resta uno dei più grandi interrogativi dell’uomo che, tra scienza e religione, da sempre cerca di afferrare il senso dell’evoluzione.
Da L’Origine delle Specie di Charles Robert Darwin

Scadenza PROROGATA: 27 Maggio 2022

PROGRAMMA

DOMENICA 5 giugno
ore 11:30 Premiazione del concorso per giovani illustratori in Sala Affreschi
In quanto partner culturale del Festival AI sarà presente, insieme a Riccardo Guasco e gli altri membri della direzione artistica, Teseo Sassi (figlio di Piero Sassi a cui è intitolato il premio per la miglior incisione).

ore 15  Incontro in Sala Affreschi
Come si costruisce una carriera nell’illustrazione e nel fumetto?
Flavio Rosati, Presidente di AI – Autori di Immagini ci offrirà una prima infarinatura degli aspetti organizzativi, giuridici e fiscali utili per creare una carriera nel mondo del fumetto e dell’illustrazione.

→Guarda il programma completo della manifestazione

INFO
Quando? sabato 4 e domenica 5 giugno 2022
Dove? Chiostro – Piazza Santa Maria di Castello 14 – Alessandria
Costo? evento gratuito fino ai 14 anni. Agli adulti viene chiesta una donazione per l’Associazione di 6 euro.
Salta coda? Qui trovi il link per prenotare online l’ingresso e/o i workshop

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AI parla al Comicon di Napoli

AI parla al Comicon di Napoli di prospettive e cambiamenti in atto nella professione di illustratore e fumettista.

Flavio Rosati, presidente AI, presta la sua voce ad AI in due incontri dedicati alla professione, che chiariscano da un lato come è cambiata la professione del fumettista e dell’illustratore e dall’altro quali nuove opportunità e prospettive abbia aperto la discussione alla Camera della Legge sul Diritto D’Autore.

IL PROGRAMMA
Sia l’incontro che il laboratorio avranno luogo presso la SALA PAZIENZA in AREA PRO al Comicon di Napoli .

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L’ITALIA DEL FUMETTO S’È DESTA? Le azioni a sostegno del Fumetto sviluppate da Ministero della Cultura e Regione Campania
Domenica 24 aprile – incontro ore 18:00 – 19:00

La vitalità del mondo del fumetto in Italia è testimoniata dalla crescente attenzione per il settore da parte dello Stato e delle Regioni, che negli ultimi due anni hanno sviluppato importanti interventi a sostegno della promozione della Nona arte. Ne discutono i rappresentanti del Ministero della Cultura e della Regione Campania, affiancati dalle testimonianze di RIFF – Rete Italiana Festival Fumetto e di AI – Autori di Immagini.

OSPITI
Luca Maggi (Direzione Generale Creatività Contemporanea – Ministero della Cultura), Rosanna Romano (Regione Campania), Claudio Curcio (RIFF – Rete Italiana Festival di Fumetto), Flavio Rosati (AI – Autori di Immagini)

COSTRUIRE UNA CARRIERA DA ILLUSTRATORE O FUMETTISTA IN ITALIA
Lunedì 25 aprile – laboratorio ore 10:30 – 11:30

Come prepararsi a una carriera da illustratore o fumettista? Questo incontro offre una prima infarinatura degli aspetti organizzativi, giuridici e fiscali utili per creare una carriera nel mondo del fumetto e dell’illustrazione, grazie alle competenze accumulate nel tempo da Autori di Immagini, la più longeva associazione professionale del settore in Italia, che da 41 anni opera per migliorare gli interessi economici, legali e creativi di fumettisti, illustratori, concept artist… ovvero tutti coloro che creano immagini disegnate per professione.

OSPITI
Flavio Rosati (AI – Autori di Immagini)

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Rapporto tra parodia e diritto d’autore: il caso Vandersteen

Studio MES ci spiega quale sia il giusto rapporto tra parodia e Diritto d’autore: quando un’opera rientra nel campo della parodia e se e quando è necessario ottenere il consenso dell’interessato.

La normativa italiana sul diritto d’autore prevede dei casi eccezionali, nei quali la diffusione e l’utilizzo di un’opera viene ritenuta “libera”. Ciò significa che il suo utilizzo, in ragione di un interesse generale che prevale sull’interesse personale dell’autore, è svincolato dal rispetto dei limiti tipici discendenti dalla tutela dei diritti di quest’ultimo.

In più di un’occasione ci si è chiesti se ai fini della realizzazione della parodia di un’opera,
l’interessato debba ottenere la liberatoria da parte dell’autore dell’opera principale, oppure se possa procedere anche senza l’ottenimento del consenso da parte di quest’ultimo.

Al riguardo, la giurisprudenza italiana ha storicamente tutelato la possibilità di effettuare la parodia di un’opera, tantoché la parodia stessa veniva considerata come un’opera a sé stante. Anche a livello normativo, la parodia veniva fatta rientrare nell’eccezione al diritto d’autore contenuta all’art.70 della legge sul diritto d’autore, cioè tra i casi di uso a scopo di critica o di discrezione.

Alcuni dubbi in materia, tuttavia, sono sorti in ragione della circostanza che la normativa italiana non definisce cosa si intenda per “parodia”. La stessa problematica si presente in molti altri Stati europei, così da generare incertezza negli artisti.

Proprio in relazione alla disciplinata riservata alle parodie, è intervenuta nel settembre 2014 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, alla quale era stato richiesto di stabilire:

  • Se la nozione di “parodia” sia una nozione autonoma del diritto dell’UE;

e, in caso di risposta affermativa:

  • Se una parodia debba rispettare determinati requisiti per essere definita tale, e quindi per essere tutelata.

IL CASO VANDERSTEEN

Il caso trattato dalla Corte di Giustizia riguardava un fumetto realizzato nel 1961 da Willy Vandersteen e divenuto molto celebre in Belgio. Un politico belga, in occasione di una festa di Capodanno, aveva distribuito agli invitati un calendario che nelle sue pagine conteneva la parodia di uno dei personaggi del fumetto “Bob e Bobette”. La parodia raffigurava il politico belga vestito totalmente in bianco mentre gettava a terra delle monete che le altre persone si apprestavano a raccogliere, similmente a quanto veniva raffigurato nel fumetto originale dell’artista Vandersteen.

Quest’ultimo, ritenendo che il disegno e la sua comunicazione al pubblico violassero il diritto d’autore, si è pertanto rivolto al Tribunale e alla Corte d’Appello di Bruxelles per fermare la diffusione della parodia della sua opera.

Mentre il Tribunale aveva rigettato l’istanza, la Corte d’Appello di Bruxelles si è rivolta alla Corte di Giustizia dell’UE affinché facesse chiarezza sui due punti precedentemente menzionati.

Con riguardo al primo aspetto, cioè se il concetto di “parodia” abbia un’identità univoca e
autonoma a livello europeo, la Corte ha evidenziato che la direttiva 2001/29/CE menziona il concetto di “parodia” all’art. 5, paragrafo 3, lettera k) e che, pertanto, rappresenta una nozione autonoma dell’Unione Europea.

Specificato ciò, i giudici della Corte hanno tentato di definire quali caratteri debba vantare un’opera per essere qualificata come parodia.

La definizione di parodia secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea

La Corte di Giustizia dell’UE ha specificato che, poiché il termine “parodia” viene indicato nella direttiva 2001/29/CE tra le eccezioni al diritto d’autore, ma non ne viene data una definizione, è necessario affidarsi al significato abituale del termine nel linguaggio corrente.

In questo senso, la Corte ha affermato che: “la parodia ha come caratteristiche essenziali, da un lato, quella di evocare un’opera esistente, pur presentando percettibili differenze rispetto a quest’ultima, e, dall’altro, quella di costituire un atto umoristico o canzonatorio”.
Da ciò ne consegue che alla parodia non è richiesto di mostrate un proprio carattere originale, bensì è sufficiente che presenti delle differenze percepibili rispetto all’opera originale parodiata, che faccia ragionevolmente ritenere che è stata creata da un autore diverso da quello dell’opera originale. La parodia, inoltre, dovrebbe indicare la fonte dell’opera parodiata.

Al riguardo, la Corte ha poi voluto precisare che la parodia costituisce un’eccezione al diritto d’autore in ragione del principio di libertà d’espressione e di altri interessi generali. Tuttavia, sempre la Corte ha voluto aggiungere che le eccezioni al diritto d’autore mirano a mantenere un “giusto equilibrio” tra i diritti e gli interessi degli autori dell’opera primaria, da un lato, e la libertà di espressione degli utenti, dall’altro.

Nel caso in questione, la Corte ha fatto notare che dal momento che, nel disegno distribuito dal politico belga, i personaggi che nell’opera originale raccoglievano le monete gettate sono stati sostituiti da persone che indossano un velo e da persone di colore, tale disegno trasmette un messaggio discriminatorio che produce l’effetto di associare l’opera protetta ad un siffatto messaggio.

In questo senso, l’autore del fumetto di cui è stata fatta la parodia ha interesse che la sua opera non sia in alcun modo associata a messaggi di sfondo raziale. Spetterà al Tribunale di Bruxelles, sulla base delle indicazioni date dalla Corte di Giustizia dell’UE, stabilire se vi sia un equilibrio tra libertà d’espressione e interessi dell’autore dell’opera principale a non vedere diffusa una parodia della sua opera contenente messaggi discriminatori.

Testi  ©Studio MES
Concept e grafica ©Daniel Trudu
Render 3D ©Dario Danielli

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Sportello Lavoro creativo @ Bologna Attiva

Prosegue la collaborazione di AI con Bologna Attiva che da mercoledì 23 marzo 2022 allo Spazio DumBO apre lo Sportello Lavoro Creativo @ Bologna Attiva.

Uno spazio in cui anche noi, insieme ad altri consulenti ed esperti delle industrie culturali e creative, metteremo le nostre competenze a disposizione dei freelance e di chi vuole intraprendere o ha intrapreso una carriera professionale nel mondo della creatività, della cultura, dello spettacolo.

L’obiettivo è creare strumenti e servizi innovativi, collaborativi e flessibili, a sostegno e a supporto delle nuove generazioni di lavoratori e lavoratrici, grazie alla collaborazione con una rete di partner presenti sul territorio cittadino e metropolitano: a turno, tutti i mercoledì le diverse realtà si alterneranno per offrire informazioni e consulenze sulle professioni dell’editoria, della musica, dell’arte.

Bologna Attiva – Officina metropolitana per il nuovo lavoro, il mutualismo e l’economia collaborativa – è un progetto di rigenerazione umana, urbana e sociale finanziato dal Programma regionale delle attività produttive ed è promosso dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana in partnership con il Comune di Bologna, l’Università di Bologna e OpenEvent.

MERCOLEDÌ 23 MARZO dalle ore 17.30 alle ore 18.30
Sportello Acta – focus editoria gestito dalle professioniste e dai professionisti di Redacta e Acta, l’associazione che dal 2004 si batte per il lavoro autonomo e riunisce i freelance in modo trasversale, provando a immaginare un modo di fare coalizione al di là dell’associazionismo di categoria. L’appuntamento tornerà da aprile ogni quarto mercoledì di ogni mese.

MERCOLEDÌ 30 MARZO dalle 10 alle 12
Sportello Rete Doc – Lavoro culturale e creativo: P.IVA o cooperativa? Rete Doc è una cooperativa che lavora da oltre trent’anni nei settori della musica, dell’arte, dello spettacolo, del turismo. Questo sportello tornerà poi ogni primo e terzo mercoledì del mese allo stesso orario, anche attraverso affondi specifici su alcuni ambiti professionali.

MERCOLEDÌ 13 APRILE dalle 13 alle 15
Sportello  Autori di Immagini – La professione dell’illustratore. Come sapete l’associazione AI opera per il riconoscimento e la tutela dell’attività professionale di chi lavora nel mondo dell’illustrazione, del fumetto e dell’animazione nei rapporti con il mondo dell’editoria e con la committenza in genere e nelle pubbliche relazioni. Abbiamo colto l’occasione per approfondire la collaborazione con partner “fratelli” e offrire un servizio agli autori di immagini residenti a Bologna. La professione dell’illustratore tornerà ogni secondo mercoledì del mese.

INFO
DOVE? Gli incontri di consulenza si svolgono negli spazi del capannone Officina, presso DumBO in via Casarini 19.
COME? Per accedere allo sportello è necessario prenotarsi attraverso questo modulo.
L’accesso è consentito con Green Pass “rafforzato” (Certificazione verde COVID-19 derivante da vaccinazione o da guarigione) e con mascherina FFP2.

uso non autorizzato di un opera - vitAImins

Utilizzo non autorizzato di una mia opera: quali i rimedi?

Nel corso della carriera di un autore, non è raro che questi debba imbattersi nell’utilizzo non autorizzato ed illecito di una sua opera da parte di altri soggetti. Studio Mes ci aiuta a comprendere il fenomeno e ci suggerisce possibili rimedi.

Innanzitutto Tale problematica si è accentuata con la diffusione del web 2.0, in particolare con la diffusione dei social network e delle piattaforme di messaggistica come Whatsapp e Telegram.

Infatti, se da una parte questi strumenti rappresentano un’importante risorsa a vantaggio degli autori per pubblicizzare e commercializzare le loro opere, dall’altra hanno contribuito a rendere più frequenti i casi di violazione del diritto d’autore e di diffusione di contenuti non autorizzati.

A fronte di un simile contesto, è importante che l’autore abbia una visione generale di quali sono i rimedi a sua disposizione nel caso in cui una sua opera venisse distribuita illecitamente sia nel web che offline.

TRE ALTERNATIVE
Le soluzioni che possono essere fatte valere dall’autore sono riassumibili in tre alternative: la prima utilizzabile per ogni caso di sfruttamento non autorizzato dell’opera; la seconda e la terza solamente qualora l’utilizzo illecito si svolgesse mediante piattaforme sul web.

Il rimedio offerto dalla legge sul diritto d’autore

Se l’autore è a conoscenza che una sua opera è stata riprodotta e/o distribuita senza la sua autorizzazione, l’art. 156 della LDA gli permette di richiedere l’immediata cessazione di tale utilizzo. Più nello specifico, l’articolo menzionato disciplina l’azione inibitoria, la quale è utilizzabile se l’autore:

  1. ha ragione di temere che la sua opera sia assoggetta ad un utilizzo non autorizzato;
    oppure
  2. intende impedire la continuazione o la ripetizione di una violazione al diritto d’autore già avvenuta.

Questo rimedio è particolarmente celere, potendo essere fatto valere in via cautelare.

Per ottenere l’azione inibitoria, l’autore deve dimostrare di essere l’autore dell’opera e il fatto che, se tale utilizzo non autorizzato non cessa, o se non viene fermato prima di cominciare, ne verrà pregiudicato. Quest’ultimo requisito, nella pratica, viene spesso considerato “insito” nel concetto di “diritto d’autore”, ritenendo che il titolare dell’opera subisca sempre un pregiudizio se questa viene utilizzata illecitamente.

Se il giudice ritiene la richiesta fondata, pronuncerà l’inibitoria, ordinando con un apposito provvedimento la cessazione di ogni sfruttamento illecito dell’opera. Al riguardo, è interessante sapere che per questa tipologia di violazione, il giudice può stabilire una somma che dovrà essere versata ogniqualvolta il provvedimento assunto dovesse essere ulteriormente violato.

L’autore, qualora ritenga di avere subito un danno economico, può ovviamente richiedere al giudice il risarcimento del danno, il quale verrà determinato sulla base delle perdite subite e dal mancato guadagno generato. Nel caso in cui l’ammontare del danno non sia dimostrabile, si potrà richiedere al giudice di quantificarlo in una somma che ritiene “equa”.

Per ultimo, l’autore può richiedere la distruzione o rimozione delle opere diffuse illecitamente e delle apparecchiature utilizzate per la loro riproduzione e diffusione.

Come agire nel caso di diffusione sul web della propria opera

Come si diceva inizialmente, la tecnologia ha comportato una maggior velocità di diffusione dei contenuti e, in alcuni casi, ha reso più complicato risalire all’identità di colui che ha messo in circolazione illecitamente l’opera. Per rendere la tutela degli autori effettiva è pertanto necessario conoscere alcuni rimedi che sono stati previsti ad hoc per il caso di violazioni avvenute sul web.

L’art. 163 LDA e il decreto legislativo 70/2003 – quest’ultimo relativo a servizi della società dell’informazione – hanno previsto la possibilità di ordinare direttamente al titolare del sito internet (o di qualunque altro servizio offerto online, come le piattaforme di messaggistica) di rimuovere i contenuti indicati dall’autorità giudiziaria come illeciti.

Quando non sia possibile identificare immediatamente colui che ha distribuito l’opera senza autorizzazione, l’autore può quindi richiederne al service provider la rimozione, in modo tale da evitare ulteriori pregiudizi economici.

La soluzione offerta dall’AGCOM

Un’ultima soluzione, che risulta particolarmente interessante quando c’è l’esigenza di rimuovere l’opera dal web nei temi più brevi possibili, è quello di utilizzare il procedimento appositamente previsto dall’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Esiste, infatti, un procedimento previsto dal Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica emanato dall’AGCOM in attuazione del decreto legislativo menzionato nel paragrafo precedente, che risulta essere molto celere ed efficace.

In questo caso è consentito all’autore di richiedere all’AGCOM – attraverso la trasmissione a quest’ultima di un’apposita istanza – che venga ordinata in via cautelare la cessazione di ogni violazione. La peculiarità, in questo caso, è che il destinatario della richiesta non è colui che ha commesso la violazione bensì il titolare della pagina internet sulla quale è stata messa a disposizione l’opera.

Lo scopo di questo procedimento è quindi unicamente quello di bloccare lo sfruttamento illecito dell’opera, mentre l’eventuale risarcimento e identificazione del soggetto che ha commesso l’illecito potrà essere perseguito attraverso i procedimenti descritti precedentemente. L’istanza, se adeguatamente motivata, verrà accolta e porrà fine alla violazione del diritto d’autore e ordinerà la rimozione dell’opera dal sito web nel termine di cinque giorni dalla sua trasmissione all’AGCOM.

Per ottenere un esito positivo attraverso questo particolare procedimento è fondamentale che l’istanza venga predisposta in modo adeguato. L’art. 6 del Regolamento prevede infatti che venga trasmesso all’AGCOM un apposito modulo al quale deve essere allegata la documentazione che dimostri la titolarità del diritto in capo all’autore. Se il ricorso viene dichiarato ricevibile, verrà trasmesso ai gestori della pagina internet e, se rintracciabile, all’uploader, cioè a colui che ha caricato online il contenuto.

Qualora il titolare della pagina web destinatario dell’ordine di rimuovere i contenuti illeciti non dovesse adempiere, sono previste delle sanzioni amministrative pecuniarie nei suoi confronti.

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L’Autore e le Tasse – webinar

Tante le domande che ci assillano e che hanno come tema l’autore e le tasse. “Se non ho partita Iva posso vendere le mie opere?” un webinar con Tonio Vinci dove si risponderà a questa e a tante altre domande riguardanti gli inquadramenti fiscali che interessano gli Autori di immagini

La formazione di un autore passa attraverso l’acquisizione di una serie di competenze tecniche: prospettiva, anatomia, colorazione, composizione etc. La figura di un professionista non si può dire completa se di questa formazione non fa parte l’aspetto amministrativo fiscale.

 WEBINAR RISERVATO ai SOCI AI

Per partecipare occorre registrarsi → VAI AL FORM
Il giorno del webinar riceverai il link di accesso al webinar

Sapere di quale documentazione fiscale l’autore necessità per ottenere il pagamento, in che maniera tenera la contabilità, cosa sia necessario per la dichiarazione dei redditi, ha un’importanza pari alle capacità tecniche, senza conoscere questi aspetti non è possibile esercitare una professione legata all’incasso del corrispettivo per la sua opera.

L’aspetto fiscale dell’autore può essere molto particolare e un’eccezione rispetto alla fiscalità delle ordinarie attività lavorative, per questa ragione numerosi commercialisti non riescono a consigliare il regime più adatto per esercitare questa attività.

L’OBIETTIVO
Il laboratorio mira a spiegare in maniera semplificata gli aspetti fondamentali della fiscalità dell’autore: come giustificare i compensi ottenuti per la cessione del diritto d’autore, cosa si intende per ritenuta d’acconto, sostituto d’imposta, certificazione unica, come lavorare con l’estero, come vendere i propri originali.

Per poter rendere completa la figura dell’autore è essenziale avere una competenza sulla fiscalità della propria professione.

BIOGRAFIA RELATORE
Tonio VinciTonio Vinci si laurea in Economia e svolge il tirocinio per fare il commercialista. Lavora come fiscalista per undici anni presso studi di commercialisti e contemporaneamente frequenta la Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia. Dopo la scuola pubblica su Animals, Sbam Comics, Il Male, Agenda Ridens, Kappa Editore, Agenda Kief e Neos Magazine, il Graphic Novel “Nonni” per Tunué, “O’Stablmend” per Hazard Edizioni, “Noi” per Oblò Aps. Ha ideato l’opuscolo “L’autore, le tasse ed il mondo difficile” attraverso cui spiega in maniera semplice ed esaustiva la complessità della fiscalità italiana per gli autori. Tiene dei corsi sulla fiscalità dell’autore in diverse scuole d’Italia. Insegna ed è Direttore della didattica della Scuola Internazionale di Comics di Pescara.

INFO
Quando? 1 marzo dalle 18 alle 19:30
Dove? su piattaforma Meet al link che verrà spedito ai partecipanti a ridosso dell’evento
Come? registrando la propria mail sul form
Costo? La partecipazione è gratuita
Per chi? L’evento è RISERVATO ai soli soci AI

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Una sentenza discutibile. Il caso Scarpa contro Mondadori Spa

Studio MES chiarisce quali sono i diritti del fumettista che lavora su personaggi già esistenti, partendo dal caso Scarpa contro Mondadori S.p.a.

Anche il 2021 è ormai giunto al termine e prima di festeggiare il nuovo anno è tradizione per l’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con ALDUS UP – rete europea delle fiere del libro e Lucca Comics&Games, presentare la classifica dell’andamento dei fumetti in Italia.

Ebbene, tale classifica ha dimostrato non solo che tra i libri più venduti nel Paese ci sono proprio i fumetti, ma anche che i lettori italiani – più di 9 milioni- sono tra i più esigenti in Europa. Questa crescita esponenziale del mercato fumettistico porta inevitabilmente gli Editori a reclutare nuovi disegnatori, sceneggiatori e Autori in grado di soddisfare le sempre maggiori esigenze dei lettori: trame coinvolgenti e ricche di suspence.

Orbene mettiamo il caso che un giovane lettore, con la passione per la lettura e per il disegno, decida un giorno di voler contribuire personalmente alla realizzazione di un fumetto. Così, dopo aver frequentato numerosi corsi, laboratori, e scuole, passando le notti a fare schizzi, bozze e tavole, viene finalmente contattato da un Editore per la realizzazione di un fumetto avente come protagonisti i personaggi appartenenti all’universo disneyano. Un sogno che diventa realtà per il giovane talento che senza pensarci due volte firma il contratto. Il fumetto ha un enorme successo tanto che raggiunge gli apici della classifica della top 10 italiana dei libri più letti della settimana. Alla scadenza del contratto il giovane, bussando alla porta dell’Editore, chiede la restituzione delle tavole originali da lui realizzate con tanta passione e impegno. L’Editore spiega al ragazzo che il contratto sottoscritto era da intendersi come contratto d’opera e non di edizione, per cui la restituzione di quanto dal giovane richiesto era da escludersi. E adesso?

Il caso che abbiamo esposto non è tutto frutto di immaginazione, ma è la ricostruzione di una nota vicenda che vide coinvolto uno dei maggiori Autori di fumetti italiani e una delle maggiori case editrici italiane: ci riferiamo al caso Romano Scarpa contro Mondadori S.p.a. La controversia riguardava la pretesa dell’Autore alla restituzione delle tavole originali da lui create relative a circa quattrocento storie con personaggi Disneyani, pubblicate su Topolino e su altre testate italiane e straniere. Il processo si è articolato in due gradi ed entrambi videro la vittoria dell’Editore. Scarpa, proprio come nel caso poco fa esposto, aveva ottenuto il rifiuto da parte di Mondadori alla restituzione delle tavole originali da lui disegnate e per questa ragione ricorreva al Giudice, sostenendo l’errato inquadramento del rapporto di lavoro come contratto d’opera, dovendosi invece qualificarsi come contratto di edizione con la conseguenza che l’esemplare originale dell’opera doveva rimanere all’Autore.

La risoluzione della questione – esatto inquadramento contrattuale.

Il Tribunale di Milano ha risolto la questione ritenendo che l’accordo intercorso tra le parti fosse da qualificarsi come contratto d’opera ai sensi dell’art. 2222 c.c.; non, dunque, come contratto d’edizione ai sensi dell’art. 118 della LDA. Il Giudice è giunto a tale conclusione sulla base del ragionamento che di seguito riportiamo: “nel caso di specie, in assenza di un accordo scritto tra le parti, gli unici elementi certi del rapporto intercorrente tra Scarpa e Mondadori erano due:

1) l’Editore si rivolge all’Autore per compiere un lavoro di realizzazione di fumetti aventi come protagonisti i personaggi appartenenti all’universo disneyano;
2) Scarpa accettava la proposta e vi dava esecuzione realizzando quanto richiesto presso il proprio domicilio e con i propri mezzi.

Questi descritti sono gli elementi caratteristici tipici del contratto d’opera, per cui una parte si obbliga nei confronti dell’altra a compiere una determinata opera, al contrario del contratto di edizione dove è l’autore a proporsi all’editore. […] inoltre, il rapporto instaurato tra le parti doveva qualificarsi come contratto d’opera, in quanto mancava completamente l’oggetto del contratto di edizione: l’opera dell’ingegno.

Occorre, infatti, distinguere tra “opera dell’ingegno” ed “esecuzione o specificazione artistica”, ancorché di altissimo livello e pregio, che può porsi all’interno di un’attività creativa già realizzata – nelle sue linee essenziali – da altri.
Sussiste contratto d’opera e non contratto di edizione nel caso dell’elaborazione di disegni di personaggi o di disegni di personaggi e loro battute incorporate nella vignetta (“fumetto”), personaggi tutti appartenenti alla creazione artistica originale di Walt Disney, dovendo l’esecutore dell’opera rispettare la gamma dei personaggi disneyani e, per ciascuno di essi, comportamenti, modi di essere interni (psicologia) ed il valore simbolico attribuiti – all’atto dell’invenzione originaria – dell’autore.

Deve pertanto respingersi la domanda di restituzione delle tavole contenenti i disegni ed i fumetti commissionati, trattandosi dello stesso oggetto del contratto d’opera: il dovere del prestatore si attua – infatti – con il compimento dell’opera che necessariamente passa in proprietà del committente come bene materiale oggetto del contratto. Il compito di Romano Scarpa era quello di elaborare fumetti appartenenti all’universo disneyano, cioè “l’attuazione di un’opera di esecuzione e specificazione che presupponeva e doveva muoversi all’interno di un’invenzione già definita”.
Poco oltre, infatti, il Giudice così conclude: “Scarpa non ha creato un’opera originale, ma ha lavorato su una creazione altrui, i cui personaggi hanno caratteristiche fisiche e psicologiche da rispettare” (Tribunale Milano, 24/04/1992 in Dir. Autore 1993, 273).

Sono doverose due considerazioni alla luce di quanto sin qui esposto.

In primo luogo, si deve rilevare che Scarpa non ha proposto ricorso in Cassazione avverso la sentenza di secondo grado emessa dal Tribunale Di Milano, pertanto non possiamo ad oggi sapere se la vicenda si sarebbe conclusa diversamente.
Inoltre, si rileva che una simile decisione non può essere utilizzata a modello per casi simili, ma ogni situazione va analizzata singolarmente caso per caso. Infatti, se così non fosse, rischieremo di non tutelare adeguatamente tutti coloro che realizzano serie di fumetti: i c.d. Autori di Serie. Molti personaggi come Tex, Dylan Dog contano sull’apporto creativo di Autori che lavorano a singole storie i cui protagonisti sono stati creati da altri e che rientrano in intrecci narrativi di lungo periodo, concepiti e seguiti dagli autori originari.

Anche la serie deve essere considerata un’opera dell’ingegno ai sensi della definizione data dal Tribunale di Milano nella sentenza sopra riportata. È anche il caso di molti personaggi Disney, protagonisti di migliaia di storie realizzate da centinaia di autori diversi. L’immagine che noi abbiamo di Paperino, ad esempio, è il risultato di una continua stratificazione di storie e situazioni dovute all’apporto di più autori, tanto che possiamo parlare di Paperino come di un personaggio a “creazione progressiva”. In conclusione, possiamo ritenere che se gli autori originari hanno contribuito in modo fondamentale a dare vita al personaggio, altrettanto deve dirsi di chi ha contribuito a creare le singole storie particolarmente originali e creative.

Conclusioni

Tornando al caso analizzato all’inizio del presente articolo, immaginando di dover prendere oggi le difese del signor Scarpa, di certo nel valutare se lo stesso possa essere qualificato come Autore, dobbiamo tenere conto del ruolo effettivo che ha avuto nella produzione di storie e racconti raffiguranti i personaggi disneyani.

In particolare, la critica fumettistica ha più volte delineato e celebrato la sua figura. Romano Scarpa ha anche vinto, nel 1995, il premio Yellow Kid alla carriera. Inoltre, la stampa ha sempre messo in rilievo la capacità di Scarpa di tratteggiare psicologicamente i personaggi, di tessere trame avvincenti e mai banali, di inserire notazioni satiriche o moralistiche, di introdurre sapienti citazioni. L’autore ha sicuramente attinto dall’universo disneyano e dai suoi personaggi, ma ha saputo rielaborarlo utilizzando invenzioni narrative personali. Non è vero, dunque, che Scarpa si è semplicemente inserito in un canovaccio preideato da Walt Disney, come ha sostenuto il Tribunale di Milano.
Ugualmente, non è vero che l’opera di esecuzione e/o di specificazione da lui realizzata si muoveva all’interno di un’invenzione già definita, come ha argomentato il Giudice. Infatti, pur rimanendo apparentemente fedele alla tradizione, per quanto riguarda alcuni elementi di fondo della psicologia dei personaggi, Scarpa ha oggettivamente rielaborato e innovato l’universo Disney, addirittura introducendo nuovi personaggi come Trudi (la compagna di Gambadilegno) e Brigitta (l’eterna pretendente della mano di Paperone).

Va inoltre ricordato che la persona fisica di Walt Disney non è la creatrice di tutti i personaggi ad essa associati e attribuire a lui la paternità di tutto ciò che è definito “Disney”, anche quando prodotto dopo la sua morte, significherebbe, come sostenuto dalla dottrina più autorevole, oltre che “violare il diritto morale dei veri autori, conferire al nome “Disney” quasi un potere magico di attrazione su tutto ciò che ha come protagonista Topolino o personaggi analoghi. Tutto ciò è giusto?

Ai posteri l’ardua sentenza.”.

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Pubblicare su Instagram e Diritto d’autore

Studio MES ci spiega come funziona il Diritto d’autore quando si pubblica su Instagram.

Per molti professionisti, Instagram è diventata un’importante vetrina dove promuovere la propria attività. È frequente incontrare account nei quali vengono pubblicate le opere di artisti di ogni genere, come visual designers, vignettisti, fotografi, stilisti e tanti altri ancora. Sicuramente, uno degli elementi che spinge gli autori a esibire le proprie opere in Instagram è la ridotta entità dell’investimento – potenzialmente a costo zero – e la possibilità di incrementare notevolmente la propria visibilità.

Nonostante Instagram abbia ottenuto una diffusione massiva, ci sono varie domande ricorrenti tra gli utenti che spesso trovano risposte incerte, ma delle quali un artista dovrebbe conoscere le risposte per fare un utilizzo consapevole della piattaforma.
Tra le domande ricorrenti, la prima riguarda:

  • chi sia il “vero proprietario” dei contenuti pubblicati dagli utenti sulle piattaforme social. In particolare, capita di chiedersi quali diritti la piattaforma può vantare sui contenuti caricati sul proprio account.

Allo stesso tempo, può essere utile domandarsi:

  • entro quali limiti gli altri utenti possono interagire con detti contenuti e se vantano alcun diritto sugli stessi.

Lo scopo di questo articolo, quindi, è dare una risposta a tali domande.

Rapporto tra utente e Instagram

Il primo elemento da conoscere è che quando una persona si registra in un social network stipula un vero e proprio contratto con la piattaforma. Il contenuto del contratto consiste nelle “condizioni d’uso”, cioè quel documento di cui viene sempre richiesta l’accettazione in fase di registrazione.

È nel contratto stipulato tra l’utente ed Instagram che viene infatti regolamentato ogni dettaglio del rapporto tra i due, rientrandovi anche la disciplina del diritto d’autore sui contenuti pubblicati dall’utente.
Ebbene, per dare una prima risposta alle domande che ci si era posti, va innanzitutto chiarito che la pubblicazione di un’opera in Instagram, non comporta la cessione di nessuno dei diritti riconosciuti all’autore.

Il contratto con Instagram, infatti, non prevede nessuna cessione dei diritti d’autore a favore della piattaforma. Ciò che viene concesso, invece, è la licenza di utilizzare detti contenuti. La differenza tra i due concetti è notevole: mentre la “cessione”, comporta il trasferimento del diritto a favore di un altro soggetto, la “concessione” è qualificabile come un’autorizzazione allo sfruttamento di determinati diritti.

Nel contratto è indicato che Instagram, al fine di poter offrire i propri servizi – cioè condividere i contenuti tra gli utenti – richiede ai medesimi utenti la concessione di alcuni diritti.

In particolare, viene specificato che:

Quando l’utente condivide, pubblica o carica un contenuto coperto da diritti di proprietà intellettuale (ad es. foto o video) in relazione o in connessione con il nostro Servizio, ci concede una licenza non esclusiva, non soggetta a royalty, trasferibile, conferibile in sublicenza e globale per la conservazione, l’uso, la distribuzione, la modifica, l’esecuzione, la copia, la pubblica esecuzione o la visualizzazione, la traduzione e la creazione di opere derivate dei propri contenuti (nel rispetto delle impostazioni di app e privacy). La presente licenza cesserà di esistere una volta eliminati i contenuti dell’utente dai sistemi di Facebook1“.

Come emerge dalla lettura del contratto, Instagram non sottopone l’utente a nessun vincolo riguardante le modalità di utilizzo delle opere pubblicate. La concessione della licenza ha infatti carattere non esclusivo, ed è prevista la facoltà da parte dell’utente di revocarla in qualsiasi momento, attraverso la cancellazione del proprio account (oppure eliminando il singolo contenuto).

Rapporto tra gli utenti

Appurato, dunque, che l’utente ha la possibilità di revocare in ogni momento la licenza d’uso concessa ad Instagram, vediamo ora come è disciplinata la circolazione dell’opera sulla piattaforma.

Anche qui, la risposta si trova nel contratto, e quindi nelle “condizioni d’uso”. È chiaro, infatti, che fintanto che l’opera è pubblicata sulla piattaforma può liberamente circolare tra gli utenti, i quali la potranno visualizzare ed inviare agli altri utenti di Instagram. Va però tenuto presente che all’utente è consentito visualizzare, condividere e inviare l’opera unicamente in Instagram. Al contrario, non è consentito all’utente effettuare il download dell’opera né tantomeno inviarla ad altre persone attraverso altri canali.

Le condizioni d’uso, come si diceva, prevedono infatti la concessione a favore di Instagram della licenza d’uso delle opere, rientrando tra i diritti concessi anche quello di riprodurre l’opera sulla piattaforma.

Gli altri utenti, pertanto, possono visualizzare i contenuti dei quali Instagram è divenuto licenziatario, ma non possono effettuarne il download. Scaricare l’opera sul proprio dispositivo configurerebbe infatti l’appropriazione di una copia dell’opera senza il consenso dell’autore.

Conclusioni

In conclusione, all’artista che volesse utilizzare Instagram per pubblicizzare le proprie opere non sarà richiesta alcuna cessione dei diritti d’autore sull’opera, bensì una concessione temporanea e non esclusiva di alcuni diritti di utilizzazione.

Agli altri utenti, in ragione della presenza in Instagram dell’opera, sarà invece concesso visionarla e condividerla, ma solo all’interno della piattaforma. Ogni utilizzo distinto, come il download o il suo invio su canali non consentiti configurerà una violazione del diritto d’autore.

In ogni caso, è sempre consigliabile inserire nell’opera un segno identificativo dell’autore, come un logo o una firma. Questa soluzione permette all’artista di avere la certezza che se della sua immagine venisse fatto un uso non consentito – come il download o la diffusione su altre piattaforme – nell’opera sarà sempre presente un elemento che riconduca la stessa all’autore originale.

NOTE
1. Il riferimento a Facebook è dovuto alla circostanza che Instagram è un prodotto appartenente al gruppo Facebook.

Testi  ©Studio MES
Concept e grafica ©Daniel Trudu
Render 3D ©Dario Danielli

StudioMES

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News – Contributi economici SIAE per Autori

Il governo replica i contributi economici del 2020 riservati agli autori.  Fino al 21 ottobre tutti gli autori, artisti, interpreti che guadagnano un “reddito autoriale” hanno la possibilità di fare domanda per ricevere un contributo dalla SIAE. Come socio AI puoi usufruire del indirizzo PEC AI per l’invio della domanda.

Il governo ha stabilito nel  Decreto n. 311 del 13 agosto 2021, previsto dall’articolo 90 del Decreto Legge n. 18-2020 “Cura Italia” l’assegnazione di circa 12 millioni di euro tra le categorie di beneficiari.  I contributi economici SIAE provengono dalla quota del 10% dei compensi  per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi (la cosiddetta “copia privata”) incassati nell’anno 2019 e gestiti dalla stessa.

Chi può fare domanda?

Possono fare domanda tutti i professionisti che abbiano nella dichiarazione inviata nel 2020 (relativa ai redditi del 2019) dei guadagni indicati come “cessione del diritto d’autore”. Questo vale sia per chi ha la partita IVA, sia per chi non ce l’ha.
Le modalità sono uguali a quelli di giugno 2020 e per accedere ai contributi è necessario dimostrare di:

  • avere avuto un reddito complessivo massimo pari a 20.000 euro nel 2019
  • avere un reddito autoriale minimo del 20% del reddito complessivo lordo e comunque non inferiore a 1.000 euro.

Il contributo assegnato sarà al massimo pari al 50% del reddito autoriale 2019, per un importo non superiore a 4.000 euro.
Non è necessario essere iscritti alla SIAE o di iscriversi. Chi invece è iscritto deve indicarlo nel modulo nell’apposito spazio.

Come fare?

Per fare domanda bisogna compilare i moduli pubblicati sul sito web della SIAE.
Le informazioni relative al reddito complessivo si trovano nel rigo RN1 oppure nel Rigo 11d- Reddito complessivo della dichiarazione dei redditi. Invece il “reddito autoriale”, quello della c.d. cessione del diritto d’autore, nel modello 730 è nel rigo D3 e nel modello PF – Persone Fisiche è nel rigo RL25.

Vi consigliamo vivamente di fare riferimento al vostro commercialista per essere sicuri di non sbagliare.

> Le domande vanno inviate esclusivamente tramite PEC all’indirizzo
art90autori@pec.siae.it (solo da altro indirizzo PEC) o
> via raccomandata A/R all’indirizzo all’indirizzo SIAE – Contributo ex Decreto Cura Italia Autori, Viale della Letteratura n. 30 – 00144 Roma.

Esclusivamente per i soci AI che non sono in possesso di indirizzo email PEC offriamo la possibilità di usufruire dell’indirizzo PEC di AI per inviare i moduli e la documentazione richiesta. Per farne richiesta vi chiediamo di inviare una mail a info@autoridimmagini.it.
In alternativa potete scegliere di aprire una email PEC (noi usiamo ARUBA) per il valore di ca. 25 euro all’anno.

L’anno scorso alcuni autori non hanno percepito il contributo per un errore nei moduli o nella documentazione.  Le domande sono state inferiori ai fondi, così molti autori e autrici hanno ricevuto più del minimo previsto. Per una distribuzione più equa questa volta, nel modulo della dichiarazione autori, bisogna indicare se il proprio reddito lordo annuo è inferiore o superiore a 9000€.

Per ulteriori informazioni:
https://www.siae.it/

 

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La nostra voce sul Diritto d’Autore in Commissione alla Camera

Martedì 14 settembre l’Associazione Autori di Immagini è stata invitata, in rappresentanza di tutta la categoria degli illustratori e dei fumettisti italiani, a far sentire la nostra voce sul Diritto d’Autore davanti alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

Il nostro presidente Flavio Rosati è intervenuto in un’Audizione davanti alla Commissione incaricata di esaminare, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 1305 Battelli, C. 1735 Lattanzio e C. 2716 Vacca, la liberalizzazione della gestione dei diritti d’autore e la creazione di un mercato che vada a sostituire la SIAE, permettendo al Parlamento di attuare le Direttive UE sul Diritto D’Autore (Direttiva UE 2019/790 ).

Le proposte che abbiamo portato all’attenzione del governo sono il primo grande risultato della rete di cooperazione che vede coinvolte realtà come Strade, Acta, MeFu.

GLI OBIETTIVI
Abbiamo cominciato col sottolineare come la creazione di un libero mercato per la gestione dei diritti d’autore debba partire dal fatto oggettivo che, nel mondo dell’editoria e non solo, gli autori sono la parte debole.
Il nostro lavoro è caratterizzato da un forte precariato, redditi bassi e totale assenza di un sistema di welfare. Ciò detto quello che preme a noi, in merito alle tre proposte di legge in discussione, è il fatto che venga garantita:
a) una rappresentanza degli autori nella Agenzia di Controllo sul nuovo mercato dei diritti;
b) l’effettiva presenza di interventi per la tutela della nostra categoria;
c) l’inquadramento giuridico per illustratori e professionisti del fumetto.

Nel dettaglio:
A. Presenza degli autori nella nuova Agenzia di Controllo. Nella costruzione di una agenzia di controllo per la tutela del mercato dei diritti, tra i membri selezionati per la sua gestione, deve essere prevista una quota destinata a professionisti appartenenti al mondo degli autori, che abbiano maturato nello specifico una esperienza sul Diritto d’Autore. 
In questa fase di costruzione di un nuovo sistema nazionale, è essenziale che venga ascoltata la nostra voce e che l’esperienza di noi autori venga usata per garantire una crescita sana di questo mercato.
É necessario anche che vi sia un uguale attenzione per ogni tipologia di autore: attualmente gli appartenenti al mondo musicale godono di vantaggi che noi illustratori, fumettisti ed animatori ci sogniamo.

B. Redistribuzione dei Fondi Non Ripartiti. Facendo riferimento alla Proposta di Legge Lattanzio, sulla gestione dei fondi relativi alla riprografia (fotocopie) e prestito bibliotecario, ci uniamo al lavoro fatto da Strade CGIL, evidenziando la necessità di una redistribuzione più oculata ed efficace dei fondi non ripartiti per interventi di tutela per la nostra categoria di autori di Immagini come borse di studio, sussidi al reddito ed altre iniziative per sostenere il lavoro di illustratori, fumettisti ed animatori.

C. Nuovo inquadramento giuridico. Facendo riferimento invece alla Proposta di Legge Vacca, sul nuovo inquadramento giuridico della figura del Disc Jokey, chiediamo venga applicato lo stesso trattamento agli illustratori e ai professionisti del fumetto. 
Il 19% dei lettori italiani si concentra nella fascia 0-15 anni. Il settore dei libri per bambini e ragazzi è il secondo segmento di maggior peso (per fatturato) del mercato di varia (dopo la fiction) e il primo per l’export dei diritti (ben il 39% dei diritti italiani venduti complessivamente dall’Italia viene da qua). Il mercato dei fumetti in Italia vale oggi tra il 2% e il 6% dell’intero settore editoriale. Il 2020 è stato l’anno che ha visto un graphic novel, Lyon: Le storie del mistero di Davide Costa e Emanuele Virzì, posizionarsi tra i 10 libri più venduti in Italia.

Vista l’importanza del nostro lavoro nella costruzione della cultura italiana e della creazione di nuove proprietà italiane da esportare nel mondo, si necessita una definizione più accurata dei nostri ruoli all’interno della legge.

Un punto di partenza a nostro avviso c’è già: nel giugno del 2013, è stato depositato un disegno legge dei senatori LONGO, NENCINI e BUEMI per il riconoscimento delle varie figure professionali che lavorano nel fumetto industriale, dove cooperano più autori come sceneggiatori, disegnatori e coloristi, ognuno di loro destinatari legittimi dei diritti d’autore. Da qui, a nostro parere, si può partire per un nuovo inquadramento giuridico della nostra categoria.

La necessità di porre le basi di un mercato più sano e forte rischia di collassare a causa di lacune presenti nella legge 22 aprile 1941. Negli ultimi decenni la suddetta legge, all’interno della filiera del mondo dell’editoria, viene sempre più spesso non applicata.
Gli autori di immagini si trovano costantemente nella situazione di firmare contratti di lavoro dove gli articoli della legge sul diritto d’autore vengono arginati a tutela della parte forte: gli editori.
Su questi presupposti nessun nuovo mercato sarà davvero efficace nella redistribuzione dei compensi.

IN SINTESI
Facendo riferimento alla Direttiva europea del 17 aprile 2019 sul diritto d’autore, evidenziamo sinteticamente alla Commissione Cultura le direttive da attuare e da rendere VINCOLANTI e non derogabili:

1) remunerazione adeguata e proporzionata al valore economico effettivo o potenziale dei diritti concessi: oggi gli editori impongono sempre più un pagamento forfettario ampiamente al di sotto del reale guadagno che spetterà all’autore;
2) obbligo di trasparenza sulle modalità di sfruttamento dei diritti e sui proventi maturati;
3) meccanismi di adeguamento contrattuale, specialmente dove i compensi pattuiti siano ampiamente al di sotto dei reali proventi maturati dall’opera;
4) procedure di risoluzione alternative delle controversie extragiudiziale: le spese legali scoraggiano molti autori, che hanno un reddito mediamente basso, dal far valere i propri diritti;
5) diritto di revoca sulla cessione dei propri diritti;
6) riduzione limiti massimi del contratto di cessione da 20 a 10 anni;
7) fissare una percentuale minima da non oltrepassare sul prezzo di copertina da destinare agli autori di immagini (non sotto il 10%);
8) costruzione in commissione di un tavolo permanente di confronto con gli autori teso all’aggiornamento e al miglioramento constante della legge sul diritto d’autore.

A nostro avviso questa è davvero una estrema sintesi delle falle da sistemare affinché il nuovo mercato sulla cessione e gestione dei diritti possa restare in piedi.

INFO
Guarda il video dell’intervento di AI alla Camera

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