Formata da stimati professionisti dell’immagine si è riunita online ed è riuscita ad ottenere una selezione di opere condivisa, dopo un lungo e vivace confronto.
Crediamo sia importante sottolineare l’impegno e la professionalità che i giurati mettono nello svolgere il loro compito per darvi una idea di come l’esperienza possa rappresentare un momento di crescita anche per loro, sia a livello professionale che umano.
Tutti i commenti di giuria sono riportati in lingua italiana e in lingua inglese all’interno del catalogo.
Si dice che nell’arte sia già stato detto tutto. Curioso, allora, che continui a sorprenderci. Forse l’arte finisce ogni giorno — e ogni giorno ricomincia.
Guardando le opere del concorso, ho provato quello stupore silenzioso che arriva quando qualcosa ti fa vedere il mondo per la prima volta, anche se lo hai davanti da sempre.
Il mio insegnante diceva che non conta come disegni, ma cosa sai vedere. Un artista, in fondo, è solo qualcuno che si accorge. Che si ferma. Che guarda dove gli altri passano oltre. Ed è questo il piccolo paradosso più prezioso: non inventare il nuovo, ma riconoscerlo. Per questo sono grata — per la gioia, per la sorpresa, per quella discreta magia che, contro ogni previsione, continua a nascere.
Farsi affascinare da così tante immagini è un privilegio riservato a pochi. Entrare in contatto con tanti processi creativi è un’esperienza davvero rara.
Essere chiamati a valutate con un voto il lavoro di ogni opera ha voluto dire patteggiare con sè stessi criteri e scale di valori che ci somigliano e che appartengono sia al proprio lavoro che alla propria esperienza di vita. L’augurio ai colleghi e alle colleghe che illustrano è che possano incontrare sempre persone disposte ad accoglierle e a lavorare insieme, valorizzando questa professione unica e fantastica.
È stato un onore inaspettato di essere chiamato a far parte di questo gruppo che comunemente chiamiamo giuria. È vero, si è chiamati a dare una valutazione su delle opere, ma ho avuto la piacevole impressione che ognuno di noi si sia sentito a sua volta sotto valutazione, al cospetto degli altri o quantomeno della propria coscienza.
Si è tenuto conto del contesto in cui veniva presentata l’opera, della. categoria, se fosse oggetto di un lavoro o il frutto di una esplorazione personale. Si è tenuto conto dell’idea, dell’esecuzione, della tecnica e infine dei risultati estetici e comunicativi. A volte i pareri divergevano e allora ecco la sfida ai propri orizzonti per capire se ci potesse essere convergenza o parallelità nel giudizio. Un arricchimento per me, non inatteso, ma cercato proprio in virtù di simili esperienze in cui non si è più soli con la propria prospettiva a dover valutare un lavoro. Inaspettate invece l’assurda mole dei lavori esaminati e la qualità di tanti che ci hanno messo in difficoltà. Inaspettata la qualità dei suddetti scambi tra giurati. La fatica e la tensione impegnata ha restituito un’ulteriore apertura su visioni contigue, simili eppure differenti. Divertenti specchi, non deformanti ma informanti del proprio mondo e di quello di altre persone. Per questo ringrazio AI e tutti i giurati, nonché gli impavidi autori che ogni anno accettano la sfida di questo confronto.
La selezione è stata estremamente difficile, ogni opera porta con sé la scintilla dell’anima della persona che l’ha creata, ed i miei occhi si sono potuti immergere in un fantastico mare di esperienze e colori.
Spero di aver reso buon servizio in giuria e auguro a tutte e tutti il miglior avvenire possibile!
È stata per noi, come Galleria Garance & Marion, un’esperienza intensa e molto arricchente far parte della giuria. Siamo rimaste davvero colpite dai numerosi talenti presenti in ogni categoria: dietro ogni progetto si percepivano ricerca, sensibilità e una forte identità..
L’esercizio della selezione è sempre molto difficile, perché ogni candidatura porta con sé una voce unica e scegliere significa inevitabilmente lasciare indietro qualcosa di valido. È stato però altrettanto appassionante confrontarci con gli altri giurati, provenienti da ambiti diversi dal nostro. Questo dialogo tra sguardi e competenze differenti ha reso l’esperienza ancora più stimolante e ci ha permesso di arricchire il nostro punto di vista. Abbiamo scoperto una grande energia creativa e speriamo che questa esperienza incoraggi tutti i partecipanti a continuare a coltivare e sviluppare il proprio talento con determinazione.
Collaboro con artisti e illustratori quasi quotidianamente e mi capita di giudicare il loro lavoro per acquisire o commissionare un’illustrazione. Sono stato in giurie per altri premi di design, ma mai prima d’ora mi sono messo in cattedra per definire chi avesse diritto a un premio in questo specifico settore artistico.
Nel mio lavoro quotidiano mi rivolgo ad una geografia sconfinata, quella della rete, che mi permette di dialogare con artisti in Messico, in Polonia o in Cina senza limiti. E ovviamente ho un osservatorio privilegiato sull’Italia. Quindi sapevo già quanto alta fosse la qualità nel nostro panorama nazionale. Nonostante questa premessa, devo ammettere che questa esperienza mi ha dato modo di meravigliarmi. Ho visto una vitalità e un’originalità che non credevo cosi diffuse. Certo esistono tendenze nello stile del disegno che si possono riconoscere un po’ ovunque in giro per il mondo, ma la freschezza e la capacità innovativa che ho visto qui è stata una piacevole boccata di aria fresca. Infine, vorrei aggiungere che ho apprezzato la straordinaria padronanza nel maneggiare diversi strumenti senza troppe barriere formali o creative. Dall’analogico al digitale, fino all’uso in evoluzione dell’intelligenza artificiale, gli illustratori italiani si muovono con libertà tra le loro fantasie, —il che testimonia tra l’altro anche la ricchezza delle nostre basi culturali. Credo sarete d’accordo con me nell’augurare un grande futuro a questi artisti.
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